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Scritto da Francesca Radi Categoria: Legge& Giustizia
Pubblicato 16 Gennaio 2013
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Nell'ordinamento italiano, la tassazione del reddito per le persone fisiche è affidata all'Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche), tributo che colpisce la ricchezza della singola persona fisica (c.d. Soggetto Passivo)

 

Essendo tale tributo personale e dovendo colpire la effettiva ricchezza del singolo, la legge permette due distinti istituti che, contribuendo alla valorizzazione della situazione personale del soggetto passivo, permettono di diminuire il reddito imponibile e di conseguenza abbattono l’IRPEF. Tali “magici” istituti sono: gli oneri deducibili del reddito (costi sostenuti per determinati doveri ed obblighi personali i quali possono essere dedotti dal reddito complessivo) e le detrazioni di imposta (agevolazioni fiscali che consistono nella sottrazione di un importo dall'imposta lorda).

Gli oneri deducibili dal reddito sono indicati dall’art. 10 del TUIR (Testo Unico imposte sui Redditi), i quali, per evitare un’elencazione del lungo catalogo, possono essere classificati in:

-spese necessarie alla vita, ossia spese mediche e di assistenza specifica per i casi di grave e permanente invalidità (è possibile detrarre le spese mediche anche quando è la stessa assicurazione sulla salute che paga un’operazione o una visita medica), spese per l’acquisto di medicinali certificati dallo scontrino fiscale con codice fiscale del destinatario;

-spese giuridicamente necessitate, ossia gli assegni periodici corrisposti al coniuge separato o divorziato (ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli), la metà delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento delle procedure di adozione; contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge; canoni o contributi corrisposti a consorzi obbligatori;

-spese socialmente utili, ossia i contributi, le donazioni e le oblazioni in favore delle organizzazioni non governative, nonché le altre forme di erogazione liberali.

-Spese per l’abitazione principale, riconosciuta nel caso in cui alla determinazione del reddito complessivo abbiano concorso redditi di immobili destinati all’abitazione principale dello stesso contribuente o dei suoi familiare (l’IMU è un’ulteriore tassa).

Dopo aver sottratto dal reddito imponibile gli oneri deducibili e aver determinato la relativa aliquota, arriva il momento delle detrazioni (art. 12, 13, 14 e 15 del TUIR), le quali le possiamo dividere in detrazioni:

-per carichi di famiglia, ossia individui che sono economicamente a carico del soggetto passivo (figli, coniugi, genitori, ascendenti prossimi, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle, discendenti dei figli);

-per gli interessi passivi derivanti dai mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale;

-per  spese sanitarie;

-per  spese funebri;

-per premi per l’assicurazione sulla vita;

-per spese per la manutenzione ed il restauro di immobili di interesse storico ed artistico;

-per i canoni di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale;

-per le erogazioni liberali;

-per l’iscrizione in palestra, piscine, circoli sportivi ed ecc. di ragazzi fra i 5 a 18 anni;

-per i canoni di locazione stipulati da studenti universitari in un comune diverso da quello di residenza.

 

Stiamo attenti, allora, a non pagare più tasse di quelle dovute.